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"U pestu e l'infinìu" - Marino Beltrame

U pestu e l'infinìu

di Marino Beltrame


La nuova silloge U pestu e l'infiniu (Il pesto e l'infinito), edita da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, celebra il dialogo tra la quotidianità della terra e l'immensità del cosmo attraverso la purezza del dialetto ligure

Lecce/Savona - Giugno 2026

Un'opera poetica radicata nel territorio ma capace di parlare all'anima universale. Esce per i tipi di I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno,  U pestu e l'infiniu (Il pesto e l'infinito), la nuova e attesa raccolta lirica di Marino Beltrame. Prefazione di Jacopo Marchisio. Illustrazioni di Milena Anfosso

Il volume si presenta al pubblico con un biglietto da visita d'eccezione: l'intera silloge è stata infatti proclamata vincitrice assoluta per la sezione poesia inedita in dialetto al prestigioso Premio Internazionale "Europa in versi e in prosa" di Como, a cui si aggiungono numerosi primi premi per i singoli testi in tutta Italia, da Portovenere a Savona e Roma.

Come sottolineato nella prefazione di Jacopo Marchisio, il libro vive di un continuo e fertile contrasto sin dal titolo: da un lato u pestu, segno tangibile della vita quotidiana, della famiglia e delle abitudini ataviche; dall'altro l'infiniu, la dimensione oltremondana, la trasfigurazione delle piccole cose in immagini sublimi ed eterne. Il codice linguistico adottato è il dialetto di Tiassano, piccola frazione del comune di Quiliano (Savona), una lingua istintiva, dura come i muri a secco ma dolce come il miele, che non sa di inchiostro ma di sale e di mare. “(…) La poesia (e il teatro) in dialetto sono oggi vie privilegiate per la salvaguardia e la diffusione dei patrimonii linguistici locali, sulla scia dei grandi autori fioriti nei secoli in tutte le province d’Italia; e anzi è curioso notare come gli stessi argomenti con cui Dante sosteneva, nel Trecento, la capacità del volgare fiorentino di esprimere qualunque argomento con puntuale chiarezza e dignità letteraria potrebbero essere presi a esempio per sottolineare l’efficacia stilistica delle lingue locali. Questo è anche il caso de U pestu e l’infiniu, ove già dal titolo si confrontano, per così dire, l’alto e il basso, il piccolo e il grande: il pesto, segno tangibile della vita e della sopravvivenza, del contesto della famiglia, delle abitudini ataviche, dei giorni che scorrono uno dopo l’altro come innumerevoli variazioni sul tema della quotidianità; e l’infinito, la dimensione universale e – se si vuole – oltremondana, la trasfigurazione delle piccole cose nelle sublimi immagini che forse si possono solo intuire per suggestioni ed epifanie. Perché oggi il dialetto è anche questo: un modo per stilizzare la varietà estrema dei temi (personali, familiari, pubblici) in una forma affettuosa, spesso nostalgica, ma anche sorridente (…).” (Jacopo Marchisio)

Arricchito dalle illustrazioni della nota artista Milena Anfosso – i cui tratti morbidi e surreali completano magistralmente il testo creando una dimensione platonica sospesa tra passato e presente – il libro affronta la complessità della condizione umana con un tono antiretorico e rimboccato di dignità. Nelle liriche si alternano i ricordi d'infanzia, l'addio commosso ai genitori, le riflessioni sul mistero dell'anima e l'eco dolorosa della guerra, lasciando sempre spazio a un profondo sentimento di gratitudine verso la vita.

L'Autore, Marino Beltrame, laureato in Lettere Moderne e da circa un decennio dedito alla riscoperta lirica della lingua dei suoi avi materni, dichiara:

"Sono solo dei pensieri che non posso tacere, cose così... In viaggio verso il niente, ogni tanto un magone se ne vola via da me".

U pestu e l'infiniu rappresenta una via privilegiata e quantomai attuale per la salvaguardia dei patrimoni linguistici locali, dimostrando, sulla scia dei grandi del passato, la straordinaria efficacia stilistica e la dignità letteraria della poesia dialettale contemporanea.

Marino Beltrame, nato a Quiliano (SV) il 9 febbraio 1956. Dopo il diploma di ragioneria ha lavorato per 40 anni presso una importante industria elettromeccanica. Nel 1982 esce la sua prima raccolta di poesie in italiano (Prima semina). Nel 1997 si laurea in Lettere Moderne. Da circa un decennio si dedica alla poesia dialettale riscoprendo il dialetto dei suoi avi materni

Dati editoriali

Titolo: U pestu e l'infiniu
Autore: Marino Beltrame
Editore: I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno
Cura grafica e redazione: Mauro Marino
Illustrazioni: Milena Anfosso
Pp. 174 pagine Euro 15,00
 
Email: iquadernidelbardoed@libero.it

Sito Web: https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/

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