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"L’amore visto con gli occhi del cuore" - Emanuele Eusepi

L’amore visto con gli occhi del cuore di Emanuele Eusepi Se mi vuoi, veramente, non buttarmi via, come fai con i tuoi sogni, ma rivettami come tu mi vorresti, come i sogni che fai sempre, e raccontami i tuoi sogni, almeno posso capire come posso amarti, e darti tutto il mio amore.  Ma apri gli occhi: io sono già qua vicino a te, non mi vedevi perché non potevi vedermi e non mi sognavi come volevi tu. 
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"54 battiti" - Mariella Marziano

54 battiti di  Mariella Marziano Cammino lentamente guardandomi intorno tutto mi parla di lui, ma non ti basta???   Vuoi soffrire ancora??   Dolore e lacrime si sono susseguite senza pietà lui c’è... è tra noi.   I sassi della strada mi portano alla realtà  quella realtà misera... umana dove mi rifugio... per la paura  di affrontare... L’ Immenso...!! 

"Il Mediterraneo non dorme" - Giuseppe Cardello

Il Mediterraneo non dorme di Giuseppe Cardello Il Mediterraneo non dorme si fa carico di nuvole nere le onde grosse di mostri feroci la notte si piega come lamiera La barca di plastica, legno e preghiere venti, trenta, cinquanta respiri compressi il bambino che stringe una scarpa la madre indomita combatte le onde Lu mari è scuru, lu ventu è forti stringi la manu, nun ti scantari pigghiati u cori, figghiu miu. [1] Il motore tossisce, si ferma, non parte il mare che incalza, frusta, sbatte, rovescia acqua, buio, grida, la barca s’inclina il cielo cade di lato, il mondo si fa verticale Qualcuno prega e piange in arabo altri chiamano il loro Dio lontano in una lingua che il vento disperde e Dio che non risponde al telefono Lu mari è amaru, lu ventu è tempu stringi la manu, nun ti scantari pigghiati u cori, figghiu miu. [2] Uno schianto breve, un lamento interrotto braccia che diventano ali, tutto si torce e scompare e ritorna il silenzio di sale una scarpa, un giubbotto, una foto. La temp...

"Lanterna" - Cristina Borella

Lanterna di Cristina Borella C’è una luce che non si accende per fare chiarezza, ma per stare. Non illumina tutto, non pretende di spiegare, non rincorre nessuno. È la lanterna della Madre Custode. Quella lanterna si accende quando scegli di restare accanto, anche quando non sei visto. Quando scegli di credere in chi ami, anche se si è smarrito nel proprio silenzio. Basta tenere acceso un piccolo fuoco, con la fede che qualcuno potrà vederlo e riconoscerlo come casa.  La lanterna non dice “vieni”. Dice: “Io ci sono. Quando e se vorrai, mi troverai qui.” Questa è una forma di amore che non si spegne mai. Quella che imparo ogni giorno insieme ai miei gatti. Quella che puoi portare anche tu nel mondo. Con pazienza. Con presenza. Con luce.

"In attesa di cosa?" - Ivan Tudisco

Nell'attesa di cosa? di Ivan Tudisco Nell' attesa di cosa? È ormai giorno e ho il tuo braccio sul mio collo. Il rossore sul tuo viso è sparito, ti accarezza l'estate nel suo primo picco, e il prossimo pensiero è il caffè, a piccoli sorsi fuori la veranda, mentre i nostri sguardi ci rammentano la notte passata, nel silenzio del mondo che tace la sua musica per sentire la nostra

"Il filo dorato" - Giovanni Molon

  Il filo dorato di Giovanni Molon Esiste un punto di contatto tra l'infinitamente piccolo e l'immensità della nostra coscienza? In un’epoca di profonde trasformazioni, "Il Filo Dorato – Dialoghi tra l'Atomo e l'Infinito" nasce come un ponte gettato tra due mondi apparentemente lontani: la rigida precisione della scienza moderna e l'abbraccio senza tempo della spiritualità. Il libro non è un semplice saggio, ma un invito a rallentare e a guardare oltre la superficie della materia. Attraverso una narrazione suggestiva e profonda, l'opera esplora i misteri della fisica quantistica — l'Atomo, la particella, il visibile — svelandone il legame segreto con l'Infinito, inteso come coscienza universale e scintilla divina che risiede in ognuno di noi. Il succo dell'opera: Siamo abituati a vedere noi stessi come frammenti isolati in un universo caotico. Questo testo dimostra il contrario: esiste un "filo dorato", una trama invisibile ma rea...

"Considerazioni sulla poesia di un mio amico idraulico" - Rocco Chimera

Considerazioni sulla poesia di un mio amico idraulico di Rocco Chimera A.M. è un idraulico trentacinquenne, bravo nel suo mestiere, anzi penso che in paese sia il più bravo di tutti perché è uno di quei tipi che non si confonde davanti a nessun tipo di lavoro, sia se si tratti di intere linee idriche in un condominio, sia quando si tratta di aggiustare un piccolo sifone rotto.  Ha già chiaro ciò che deve fare. Purtroppo la vita, come sempre accade alla brava gente, non gli ha sorriso: una attività di vendita gli è andata male lasciandogli dei debiti da pagare. Nessuno lo aiuta, forse perché non ha proprio nessuno. La madre è morta che lui era ancora un ragazzo mentre il padre è sparito subito dopo. Dicono si trovi in Romania e conviva con un’altra. Insomma, A.M. si è sempre sentito un orfano e più ancora da quando la sua fidanzata lo ha lasciato seguendo il consiglio dei genitori di lei. Per carità, non lo ha fatto per male: è una brava ragazza, però caratterialmente non era all'al...

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