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"Salus Populi Suprema Lex" - Alessio Bombara

Salus Populi Suprema Lex

di Alessio Bombara


Alessio Bombara, colonnello dei Carabinieri in congedo, racconta indagini investigative del NAS in un romanzo ambientato a Torino, tra colpi di scena e storie sentimentali.

Tra retate, operazioni segrete, interrogatori e colpi di scena, il romanzo “Salus Populi Suprema Lex” mette in luce l’integrità di un uomo dello Stato - il Capitano Domenico Debiase, ufficiale dei NAS - che non si tira mai indietro, ma che allo stesso tempo si interroga sul senso del dovere, sul futuro e sulla possibilità di lasciarsi andare, finalmente, all’amore.

Con una scrittura coinvolgente e realistica, l’opera è un tributo al valore silenzioso e spesso invisibile degli uomini in divisa che combattono ogni giorno battaglie fondamentali per la collettività. Una storia di giustizia, passione e riscatto, in cui il bene comune è davvero la legge suprema.

Il libro è disponibile su Amazon in versione cartacea ed e-book.

Estratto

Conosceva bene quei luoghi perché aveva comandato per quattro anni la Compagnia Carabinieri di Mondovì e ora, da un anno, era il responsabile del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Torino. 

Un lavoro completamente diverso in cui si era immerso con anima e corpo per studiare l’ampia legislazione speciale che regolava lo specifico settore di competenza del nuovo Reparto, meglio conosciuto con l’acronimo di NAS, un’abbreviazione che ormai da alcuni decenni era diventata, invece di un confronto positivo indirizzato al bene comune e alla presa di coscienza che si può fare impresa correttamente con profitto, lo spauracchio di ristoratori, imprenditori alimentari, medici e infermieri di ospedali, cliniche e case di riposo, oltre a un’infinità di tipologie di figure professionali che avevano tutti in comune il medesimo aspetto e lo stesso settore: la salute umana. 

Mentre viaggiava godendosi il vento che sibilava tra il casco e osservava la campagna che scorreva veloce e dava i primi segni del prossimo autunno, si accorse che l’auto che lo precedeva in corsia di sorpasso lentamente decelerava e si spostava in obliquo sulla destra, tagliandogli la strada senza darsi pena alcuna del suo arrivo, costringendolo prima a ridurre la velocità, poi a frenare per evitare il
tamponamento. 

La vettura, mantenendo la stessa traiettoria diagonale, continuava a decelerare appena dirigendosi verso la corsia d’emergenza. Di lì a qualche secondo si sarebbe schiantata contro il guardrail. Resosi conto dell’imminente disastro, Domenico diede gas alla motocicletta; si affiancò alla macchina dal lato del conducente e la scena che si presentò ai suoi occhi lo fece rabbrividire. 

Con il capo riverso sul volante, la donna alla guida avrebbe portato a breve l’autovettura a impattare contro le barriere metalliche di protezione. Istintivamente, dopo aver sollevato la visiera del casco, premette il clacson e cominciò a urlare con quanto fiato aveva in gola. La conducente alzò di scatto la testa e immediatamente inchiodò con un forte stridore di freni e il blocco degli pneumatici, fermandosi di traverso a pochi centimetri dalla colonnina di soccorso, nella corsia di emergenza. 

Tutto si era svolto in pochi secondi e solo una serie di circostanze favorevoli, tra cui la fortunata assenza di traffico, aveva evitato una tragedia. La successione dinamica, se non per la prontezza e la presenza di spirito di Domenico non avrebbe lasciato alternative.

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