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"Da Via San Biagio a Piazza San Babila: Una storia italiana" - Pasquale Vessa

Da Via San Biagio a Piazza San Babila:
Una storia italiana

di Pasquale Vessa




Pasquale Vessa è laureato in Ingegneria Civile Ambientale. Vive tra Salerno e Milano ed è cultore della materia presso l’Università Statale Parthenope di Napoli. 

Nel suo libro condivide il proprio percorso di vita e di lavoro fatto di impegno, rinunce e scelte difficili, ma sempre coerenti. Racconta come, partendo da un piccolo paese della provincia di Salerno e senza capitali né protezioni, sia riuscito a costruire un’impresa solida, fino a stringere accordi con uno dei più importanti fondi italiani per lo sviluppo delle energie rinnovabili nel Mezzogiorno. 

Accanto alla dimensione imprenditoriale trova spazio l’esperienza politica: dall’elezione a consigliere comunale - negli anni Ottanta - al ruolo di sindaco, fino all’ingresso in Parlamento tra il 2008 e il 2013. Una politica vissuta non come carriera, ma come responsabilità, tra aneddoti, retroscena e rapporti con figure di primo piano della scena nazionale. Un racconto che unisce lavoro, passione civile ed etica, offrendo uno sguardo autentico su come si possa costruire senza svendersi.

Il libro è disponibile su Amazon in versione cartacea ed e-book.

Estratto

Certo, non sono mancati i momenti difficili. Il clima parlamentare dal 2011 in poi fu molto pesante.

Le dimissioni di Berlusconi, l’arrivo del governo Monti, la diffidenza crescente del Paese verso la politica: tutti noi parlamentari ci sentimmo estranei, quasi colpevoli a prescindere.Era un periodo di grande sofferenza. 

Ma porto con me anche ricordi belli, personali. Una volta, a Napoli, pranzai con Berlusconi. Alla fine del pranzo chiamai mia moglie per salutarla. Lui prese il telefono e parlò direttamente con lei, scherzando: 

“Guardi che suo marito vuole diventare un imprenditore al mio livello… ma io sono Berlusconi!”. Mia moglie rimase senza parole. Era fatto così: capace di mettere tutti a proprio agio, sempre positivo, con quell’atteggiamento che definiva “avere il sole in tasca”. 

Anche nei momenti più difficili, quando noi eravamo scoraggiati, lui riusciva a trasmettere energia e fiducia. Ecco, questa è stata la mia politica: un mix di entusiasmo e sacrificio, di risultati e amarezze, di lezioni apprese e di porte chiuse. 

Non ho rimpianti. Ho ottenuto molto, sia in politica sia nell’impresa. Devo ringraziare i miei genitori, che con sacrifici enormi mi permisero di studiare a Salerno, aprendomi orizzonti nuovi. E devo ringraziare la mia famiglia, che ha sopportato i miei silenzi, le mie assenze, i momenti difficili.

Se c’è un’eredità che voglio lasciare, è semplice: rispettate sempre la “parola data”. Che siate imprenditori, politici o semplici cittadini, quella è la moneta più preziosa che possediamo.

Tutto il resto passa. La parola mantenuta, invece, resta.

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