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"Mascalzone per eccellenza" - Francesca Rossini

Mascalzone per eccellenza

di Francesca Rossini



Francesca è una donna coraggiosa, segnata da un passato fatto di sacrifici, amore e resilienza. Cresciuta tra le difficoltà e guidata dall'istinto di proteggere i suoi figli, decide di cambiare vita, lasciando un matrimonio soffocante e avviandosi su una strada piena di ostacoli ma anche di rinascita. 

Con determinazione e un pizzico di umorismo, Francesca trova il suo spazio tra nuove amicizie, lavori umili e sogni di indipendenza. Tra balli improvvisati e nuovi incontri, riscopre se stessa, fino a sperimentare l’amore inaspettato.


“Mascalzone per Eccellenza” è un viaggio nella vita di una madre, una donna, una guerriera che non si arrende mai. È un racconto autentico, di sfide e speranze, che parla di ricostruzione personale e della bellezza che si trova nell'affrontare la vita a testa alta, sempre pronta a ricominciare.

Il libro è disponibile su Amazon in versione cartacea ed e-book.

Estratto

A Natale, Antonella la invitò a casa sua per trascorrere le festività insieme.

Antonella era un po’ triste perché suo figlio, militare, era partito per una missione in Afghanistan. Francesca sperava di darle conforto, mentre la figlia di Antonella, Sara, era anche una cara amica di Al.

Trascorsero una vigilia calda e serena. Verso le due di notte, Francesca e Al si prepararono a tornare a casa.

“Hai della legna per il camino?” chiese Antonella.
“Poca, ma domani partiamo per l’Umbria, non ci serve,” rispose Francesca. 

Ma il marito di Antonella preparò comunque un cesto di legna per loro.
“Per stanotte ti basterà.”

“Grazie di tutto,” disse Francesca, mentre Al, ridendo, aggiunse:
“Menomale, almeno per stanotte ci riscaldiamo.”

Francesca abbassò lo sguardo, trattenendo le lacrime. Si sentiva umiliata dalla situazione in cui si trovava. Nonostante l'ospitalità e la generosità di Antonella e la sua famiglia, il peso dell'umiliazione era troppo grande. Lei, orgogliosa e ostinata, non poteva accettare di essere vista come una vittima.

Rivolgendosi ad Al disse:
“Mi vergogno di vestire i panni della vittima. Questo ruolo non mi si addice e non lo voglio indossare per forza. Tu sei stato bene stasera?”

“Sì, mamma, e tu?”

“No, Al. Non metto in dubbio la gentilezza di Antonella e il calore della sua famiglia, ma non ho mai trascorso una Vigilia di Natale così triste. Mi sono sentita più sola che mai. Dobbiamo fare in modo di cambiare e risolvere le nostre preoccupazioni da soli. Non possiamo lasciarci prendere dallo sconforto. Ce la faremo, vedrai.” 

Al accese il camino, mentre Francesca preparava i letti di fortuna. Anche se l’ora era tarda, accese la televisione per cercare un po’ di compagnia. Billo e Charli, i loro fedeli cani, si sdraiarono davanti al camino, anche loro in cerca di calore. Erano una costante fonte di conforto e affetto, rendendo la loro vita un po’ più sopportabile. 

Seduta sulla brandina, Francesca guardava la fiamma allargarsi e prendere spazio nel camino...

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