Gli angeli vestono biancoceleste
Dedicato a Vincenzo D'Amico
di Rita Caglioti
Rita Caglioti è una professionista esperta in diverse tecniche di massaggio, tra cui massofisioterapia, linfodrenaggio, massaggio pediatrico, massaggio emolinfatico, micromassaggio cinese e riflessologia plantare. È specializzata in Bio Naturopatia umana ed equina, oltre a possedere competenze in Fiori di Bach e fitoterapia. Ha una vasta esperienza nel campo della pranoterapia e ha completato una formazione per insegnare la tecnica fitness Gyrotonic. È inoltre un'appassionata di recupero, cura e liberazione dei rapaci e utilizza il Kinesiology Tape per questo scopo. È anche abilitata nel Canine Kinesiology Taping e nello stretching dei cani. Rita si occupa di massofisioterapia animale, ed è abilitata nel massaggio equino, linfodrenaggio equino e altre tecniche di massaggio per l'insegnamento.
È riconosciuta a livello mondiale per la sua competenza nell'Equine Kinesiology Taping Therapy, avendo ottenuto il riconoscimento ufficiale dall'Università di Seoul. Rita ha partecipato a un simposio con il dottor Kenzo Kase, l'ideatore del Kinesio Taping, presso la Fondazione Santa Lucia a Roma nel 2017. Ha dedicato oltre 40 anni alla cura ed educazione dei cavalli, lavorando con privati e allevamenti di prestigio. Negli ultimi anni si è concentrata sulla disciplina del Dressage per partecipare ai campionati italiani.
Rita è anche autrice di due libri: “Le impronte dell'Angelo” e “Gli angeli vestono biancoceleste – Dedicato a Vincenzo D'Amico”, disponibili su Amazon e negli e-commerce delle migliori librerie. Ha scritto altri tre manoscritti ancora inediti.
Estratto
Quando sono entrata nella sala, ho notato che non c'era nessuno.
Il silenzio presente in quella spaziosa stanza mi ha accompagnato nell'ultimo mio saluto a Vincenzo. La solitudine dell'ambiente amplificava l'importanza e la memorabilità del momento, mentre i miei pensieri si svelavano in un commosso addio al caro amico.
Ho guardato la mia vecchia pedana di scherma, la stessa su cui tanti anni prima avevo gareggiato con passione nei Giochi della Gioventù. La bara di Vincenzo costituiva adesso un'inattesa presenza in un luogo che per me era stato carico di affetto fin dall'infanzia.
Mai avrei immaginato che l’ex sede dell'Opera Balilla, permeata di memorie felici, avrebbe un giorno ospitato la sua salma. Fortunatamente, l'ambiente non era privo di calore umano. Anzi, era adornato da infinite corone di fiori, nonché doni di coloro che avevano voluto tributare l'ultimo omaggio a Vincenzo. Ma ciò che colpiva di più era la presenza delle sciarpe e delle magliette della tifoseria laziale, un segno tangibile dell'amore e dell'appartenenza che Vincenzo aveva suscitato nei confronti della sua squadra del
cuore.
La pedana, che in passato è stata il teatro di competizioni sportive, adesso si trasformava in un luogo di commovente riconoscimento per un uomo che aveva segnato la vita di tanti.
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