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Marija Markovic & Luigi Panzardi

Il battito

di Marija Markovic


Scultura in tecnica mista:
legno tiglio, cera d’api, foglia d’oro e stampa 3D.
56cm x 29cm x 26 cm - 2021

Commento di Luigi Panzardi

L’uovo cosmico, che racchiude “Il battito” di un nascente universo, si schiude e alimenta api d’oro
simboli della rigenerazione. Una scultura enigmatica, che oscilla tra l’antico simbolismo orfico e la
proteica sostanza vivente. Raffigurazione dalle linee spezzate, il guscio dallo spessore innaturale, che
disegnano una materia densa, primordiale, come la materia che rappresenta l’albume rappreso, nuovo
nettare per una nuova generazione di insetti. Queste sono le riflessioni suggeritemi dalla scultura, e che mi hanno ispirato il racconto che segue.

Palingenesi

di Luigi Panzardi

La divina Nyx entrò nel vasto dominio di Erebo, osservò dall’alto l’Uovo che giaceva nel fondo dell’oscurità. Lo vide che era ancora intatto. La curva superficie argentea non presentava segni di scalfitture. Eppure non le sfuggì quel piccolo grado di sospensione e un impercettibile ondeggiare nell’immensità oscura.

Sorrise e un furtivo lampo grigio ferì come un dardo la massa nera. Era arrivato il momento della rigenerazione. Ormai energie cosmiche al confine di Erebo erano soggette a vibrazioni luminose, chiaroscuri nervosi lontani che non sfuggivano alla sensibilità della vista, che il buio rendeva più acuta.

Batté le ali, come per sciogliere i grumi di oscurità che rendevano accidentato e pericoloso il cammino nell’Erebo. L’Uovo primordiale si mosse, rispose con un leggero tremito a quel breve movimento d’ali.

Nyx trasalì. L’Uovo si immobilizzò. Dall’infinito vuoto si materializzò all’improvviso la lunga, allampanata figura di Chronos. Questi parlò senza voce, senza emettere suoni. Le sue parole erano composte da mutazioni d’aria, calori e lampi luminosi. Le uniche del resto comprensibili alla dea:
    «Non aver fretta, Nyx»
    «Divino Chronos, il mio mantello è da molto che non ha stelle».
     «Ti capisco, amica mia, ora vivi nell’oscurità inerte e assoluta. Soffri molto per non poter godere dei festini alla luce delle candele, e dei versi sdolcinati di poeti al chiarore lunare, ma sai quanto me che le difficoltà non stanno nel generare il nuovo Universo, bensì nel creare l’Uomo. La sua rigenerazione è molto pericolosa: già i vecchi esseri mortali hanno distrutto la Terra che abitavano, e non contenti, hanno seminato odio e promosse guerre pure su altri pianeti e satelliti. Sono stati un flagello ovunque abbiano messo quei loro due piedi tossici. I loro escrementi hanno insozzato mezzo universo, provocando cataclismi generali. E per fortuna che avevano poteri molto limitati».
    «Ecco, appunto, caro Chronos, i loro poteri si potrebbe limitarli ancora di più, privarli di alcune conoscenze, magari togliergli il fuoco…»
    «Che dici, Nyx? Ti dimentichi di Ananke? Non sai che alle sue leggi nessun dio si può sottrarre? Per necessità siamo costretti a non contrastarlo in nessuna sua decisione.
    «Lo so bene, Chronos, quel destino fatale che egli impone all’esistenza umana me l’ha fatto sempre odiare… Attenzione, non parliamone più, lo sento arrivare».
    «Oh, divini, anche voi perdete tempo a ciarlare? Chronos, non ti accorgi che ormai è tempo che l’Uovo si apra?»
    «Me ne sono accorto, Ananke, il suo guscio si è fatto sottile e presenta delle crepe attraverso le quali si intravvede il candido albume. Anzi, a guardar bene, questa volta l’albume non sembra molto candido, forse è già contaminato? Giustificherebbe la mia preoccupazione, se me lo permetti, circa la formazione della nuova umanità».
    «Io, la Notte, già lo stavo sollecitando, ma costui indugia».

Vibrazioni meccaniche e di varia luminosità scossero l’etere. Un soffio caldo e appiccicoso e un puzzo nauseante avvolsero le due divine presenze. Ananke era offeso. Sentiva per la prima volta il suo potere insidiato, come se le due divinità a lui subordinate volessero decidere da sole sul destino degli uomini.

    « Basta, non vi compete, e non ne avreste il potere, preoccuparvi della vita dell’uomo nuovo. Il progetto è tutto mio. È già pronto ed è qualcosa di veramente originale: la Terra non sarà più Cerere! Fin troppo è stata corrosa e avvelenata dalle scoperte sempre nefaste della scienza umana, al punto da renderla inabitabile. Ora sarà di miele la sua crosta , come le acque, salmastre e dolci, i boschi con tutti i loro alberi e fronde e rami e radici. Anche l’aria avrà un dolce sapore di miele e i venti, molli o turbolenti, porteranno sentori di mieli…»
    «E quale libertà avranno gli uomini in tanta dolcezza?»
    «Divina Nyx, non smetti mai il tuo vestito romantico! La rigenerazione è uno stato fatalmente nuovo. Dall’uovo è già pronto a uscire Phanes, il Protogono dio della creazione e della luce. Egli dominerà l’universo, a lui obbediranno gli uomini, e sai cosa diranno, e non potranno farne a meno? che sono felici come mai. E così sarà. Questa è la mia volontà».
    «Io, dio del tempo, dico che questa è una palingenesi davvero misteriosa».
    «Tu rimani nel tuo ambito di poteri e fa in modo che le linee temporali siano disuguali, affinché regni armonia nello spazio chiaro e in quello scuro. Io baderò che le leggi dettate dalla mia volontà siano osservate da dei, uomini e da questo nuovo universo, che sta per nascere. Ora si proceda. Il guscio dell’Uovo si apre, nugoli di api dalle ali d’oro sono in procinto di uscire e invadere lo spazio, mentre Physis distenderà sacre praterie di fiori che alimenteranno con il loro nettare e polline gli insetti d’oro. La rigenerazione è incominciata».

Infatti, il dio Phanes uscì in quel momento dall’alcova primordiale e si immerse in una immensa luminosità. Il suo potere era ormai pronto per la palingenesi X. Un altro universo, del tutto nuovo, stava per nascere.

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