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Brio R.F.M. & Cristina Borella

FEMMINA

Quando arriva la sera 2
Olio su tela, 120 cm x 100 cm
BRIO R.F.M.

Il Sogno della Madre Custode

di Cristina Borella

La Madre Custode sedeva immobile sul suo trono di gemme e cartone. 

Intorno a lei il castello di Auramiao dormiva in un sonno profondo. 
La lanterna brillava lentamente nel buio della Sala Grande, tingendo le pareti di ombre vive.

Aveva perso uno dei suoi Paladini di Luce e il dolore le era rimasto addosso come colore versato
sull'anima. Il suo corpo sembrava spezzato in frammenti. Non più una persona intera, ma pensieri, ferite
e ricordi. Rosso come l’amore. Nero come la notte.

La Madre Custode chiuse gli occhi. E il trono su cui sedeva apparve diverso. Morbido. Immenso. Quasi
vivo. Come nel sogno antico di una bambina sola. Il rosso attorno a lei diventò infinito. Un rosso caldo
e silenzioso. Davanti a lei apparve una donna spezzata in mille forme, seduta su un grande trono, con il
corpo dipinto di dolore e luce insieme.

Nel sogno quella donna era lei. Le parti nere erano tutte le sue paure. Le parti rosse erano le ferite lasciate dall'amore. Eppure, anche spezzata, restava bellissima.

Il sogno cambiò improvvisamente.

La Madre Custode vide sé stessa bambina, con lunghe trecce castane e occhi verdi profondi. Camminava da sola in corridoi troppo grandi per lei, come se fosse nata nel mondo sbagliato. Nessuno riusciva davvero a vederla. Una sera la bambina scese in una vecchia cantina piena di polvere e scatole dimenticate.

Lì trovò una lanterna. La prese tra le mani e la accese. La luce dorata tremò nel buio. E apparve Winter.

La gatta dell’inverno avanzò lentamente dalla luce, con il pelo bianco come neve illuminata dalla luna e
gli occhi azzurri come il cielo.

La bambina la guardò senza parlare. “Chi sei?” sussurrò. Winter si sedette davanti a lei. “Sono colei che custodisce il passaggio verso Auramiao.”

La bambina abbassò lo sguardo. 
“Io purtroppo non appartengo a nessun posto.” 

Winter sfiorò la lanterna con la coda. 
“È proprio per questo che sei stata scelta.”

“Scelta?”
“Auramiao aspetta te.” 

Gli occhi azzurri della gatta brillarono nel buio. 
“Tu sei la Madre Custode.”

La bambina tremò piano. 
“Ma io sono fragile e spaventata…”

Winter allora guardò verso il rosso infinito del sogno. 
Verso quella donna dipinta di rosso e nero seduta sul trono. 
“La luce più forte nasce quasi sempre dalle anime spezzate.”

Il sogno si dissolse lentamente.
La Madre Custode riaprì gli occhi sul suo trono di gemme e cartone. 
La lanterna brillava ancora. 
Il dolore non era sparito. 

Ma adesso lei ricordava. 
Ricordava la bambina. 
La lanterna. 
Winter. 
E capì che anche una creatura piena di ferite può continuare a custodire la luce. 
Così sorrise piano nel silenzio di Auramiao.

E la notte sembrò meno nera...

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