Incontrarsi
di Adriana D’Amico
Inebriata dalla bellezza passeggia. L’intrecciarsi delle calle ricorda un po' i fili dei suoi pensieri. In quel labirintico brusio, Ella ci sta bene.
Porta sempre con sé la sua macchina fotografica, le piace osservare la vita, ne è rapita. Ogni passo diventa meditativo offrendole l’occasione, guardando fuori, di trovare il dentro.
Scatta. Cattura. Si nutre. È un rituale silenzioso che riuscirebbe a condividere solo con un’anima affine.
Presa dal suo girovagare autopsico, lascia scorrere il tempo senza curarsene. Non ha urgenza di rientrare per cui può dedicarsi quanto desidera alla sua passione.
Un bambino di circa 9 anni le sfreccia accanto, ride a crepapelle. E’ bellissimo da guardare. Ella decide di ritrarlo. Si posiziona strategicamente e cerca di “intrappolarlo”. Una residente indaffarata e scocciata le lancia occhiatacce, perché a causa del suo estro, Ella le ostruisce il passaggio. Scoppia in una fragorosa risata e scusandosi, lascia passare la signora.
Un passo dopo l’altro si ritrova alla Dogana, è quasi sera. Un’amica di infanzia le ha chiesto di incontrarsi lì.
I piedi le fanno male ma il cuore è felice. I suoi amici di infanzia sono la famiglia che lei ha scelto. Seduta su uno scalino, attende, lasciandosi ristorare dalla magia del luogo. La laguna brilla di una luce alchemica, ne è rapita.
Si specchia e……si piace.
Ed ecco che all'improvviso il riflesso rivela un altro profilo.
“Ciao Ellaaaaaaaaaaaaaaaaaa è tanto che aspetti?”.
Silvia è arrivata. Si chiudono in un abbraccio commosso, che sa di casa.
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