Muri etruschi
Di queste viottole bianche
i custodi, come bastioni che
fra le erbe dei campi s’infilano
silenziosi state. Immoti
Quali mani vi composero
in quelle tiepide giornate di marzo,
a quanti affaticati viandanti foste spalliera
nelle assolate estati e nei piangenti inverni?
Di quante ridenti fanciulle
di quante sguainate spade
di quanti segreti arcani
testimoni foste?
Oggi tendo la mano e vi accarezzo
non sento il freddo della pietra
ma il cuore palpitante delle antiche cose.
Giovanni Tortelli
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