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"La stòria de mì e de ona grana d'uga" - Angela Cristina Broccoli

La stòria de mì e de ona grana d'uga

Te séret on garzoeu
in ona primavera di temp indree
e fòrsi anca mi
in ona gioinèzza passaa.

Sora i tròs rampeghin,
crespaa la rùsca
tì ninaa da la bròcca de vid
mì un butt fra i gioeug in del cortil
in la qùiett de la vigna
o el gibillee de la città.

Sugava el sô teved de l'autunn
la caragnada di sghiribizz,
la scighera e i gottin de rosada.

Sèmm vegnii sù,
mì dona e tì on dolz borlin madur
taccade sù a ona sgrazza,
fil de sògn e ragnere de speranze.

Allora la vita la me catta sù,
ona man la fà vendèmmia
inscì el tacca el viagg
in ona cavagna o tramvai pien de gent.

On liquid prezios da ti el sortis;
denter la me anema e istèss in la tina
rebuisen giòia e lòja, fastidi e sorris
ridade e arlii, amor e sentiment confus.

Son mai riessii a spartì el most dai tegasc,
el ciar da la scurità
el desideri dai delusion
a fermentà per famm vin amabil
da voià giò in di caliz de un primm de l'ann,   
vin ch'el buscia per i brindes pussee allegher.

E chi sà se insèma vegnerem vègg   
fra i mur de ona cà, el lègn de la bott.

Poeu per la sòrt
sarèmm tucc e duu...asee
robust e agher per el gust
ma pronte a condì i dì de la vita
la scampagnada de on ferragost
a chi el sarà bon de toeu via el buscion
e la polver da la bottìglia.

Angela Cristina Broccoli

La favola mia e di un acino d'uva

Eri un germoglio
in una primavera lontana
e forse anch'io
in una giovinezza lontana.

Sui tralci rampicanti,
rugosa la corteccia
tu cullata dai pampini
io un germoglio fra i giochi del cortile
nella quiete del vigneto
o il caos della città.

Asciugava il sole tiepido d'autunno
il pianto dei capricci,
la nebbia e le goccioline di rugiada.

Siamo cresciute,
io donna e tu una dolce bacca matura.

Appese a un raspo,
fili di sogni e ragnatele di speranze.

Allora la vita mi raccoglie,
una mano vendemmia.

Così inizia il viaggio
in una cesta o tram affollati.

Un liquido prezioso da te si spande;
nella mia anima come nei tini
ribollono gioia e noia, affanni e sorrisi
risa e malinconie, affetti e sentimenti confusi.

Non sono mai riuscita a separare il mosto dalle vinacce,
la luce dalle tenebre
il desiderio dalla delusione
a fermentare per divenire vino amabile
da mescere nei calici di un capodanno,
vino frizzante per i brindisi più allegri.

E chissà se insieme invecchieremo
fra i muri di una casa, il legno della botte.

Poi per la sorte
saremo entrambe...aceto
forte e acido per il gusto
ma pronte a condire i giorni della vita
la scampagnata di un ferragosto
a chi sarà capace di togliere il tappo
e la polvere dalla bottiglia.

Angela Cristina Broccoli



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